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FOCUS PAESI

ITALIANO

RUSSIA

L’Italia e’ il secondo partner commerciale della Russia in Europa (dopo la Germania) e il quarto a livello mondiale.

L’incertezza legata alla soluzione della crisi ucraina, le sanzioni e le misure di ritorsione adottate rispettivamente dall’Unione Europea e dalla Russia hanno determinato un aumento del rischio-Paese della Federazione e un temporaneo peggioramento delle relazioni politiche. Al contempo, il blocco delle importazioni di beni alimentari potrebbero rappresentare un incentivo alle produzioni locali.

La percezione del “Made in Italy” presso il pubblico russo e’ legata prevalentemente al settore agroalimentare, alla moda, al design e alle nostre eccellenze in altri campi – macchinari, tecnologia, beni industriali intermedi – che riguardano circa il 50% delle nostre esportazioni nella Federazione Russa. L'Italia e' danneggiata sul mercato russo dalla contraffazione a opera della Cina di beni strumentali a basso contenuto tecnologico e dei beni di consumo di fascia bassa, oltre che dalla pressoché’ totale assenza di imprese italiane nel settore della grande distribuzione commerciale.

Dal punto di vista dei flussi turistici, le presenze russe in Italia sono quasi raddoppiate dal 2009 a oggi e l’indotto ha toccato un livello secondo solo a quello del turismo statunitense e pari a tre volte l'indotto della Cina e del Brasile.

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IRAN

La fine delle sanzioni all’Iran può spalancare grandi opportunità di business alle imprese occidentali. Non parliamo solo di petrolio, che ovviamente è il primo settore di interesse, ma anche di auto - con un parco circolante in gran parte da rinnovare - ferrovie, aerei. Il Paese infatti è soggetto alle sanzioni economiche dalla fine degli anni Settanta.

La conseguenza immediata della revoca delle sanzioni è lo scongelamento di decine di miliardi di attività finanziarie detenute dalla Banca centrale e da altri enti governativi iraniani all’estero. Secondo fonti americane si tratta di circa 100 miliardi di dollari, la Banca centrale iraniana parla invece di 29 miliardi. Le imprese europee partono favorite su quelle americane perché gli Usa manterranno una serie di sanzioni economiche e divieti che risalgono a un periodo precedente al braccio di ferro sul nucleare. Il Tesoro Usa ha comunque annunciato che filiali estere di aziende americane potranno commerciare con l’Iran.

Il secondo settore di opportunità per Teheran, dopo ovviamente l'oil and gas, è l'automotive. L'Iran era un mercato da 1,5 milioni di immatricolazioni di veicoli all'anno nel periodo pre-inasprimento sanzioni del 2011, ora ci si attende un ritorno sopra i 2 milioni di unità all'anno. Questo soprattutto per la necessità di rinnovare un parco circolante (14 milioni di unità) molto vecchio. In prima linea ci sono le francesi Psa e Renault, già presenti con joint venture nel Paese.

Anche i trasporti offriranno buone prospettive di domanda. Le sanzioni hanno vietato all'Iran di acquistare aerei occidentali fin dagli anni '70, contribuendo a creare una flotta aerea antiquata e di scarsa qualità. L'Iran ha annunciato che una volta tolte le sanzioni comincerà il rinnovo della flotta con l'acquisto di 400 aerei. E ha già previsto di comprare 114 aerei dal costruttore europeo Airbus. Stesso discorso vale per i treni e le ferrovie. Numerosi costruttori inglesi e francesi sono in corsa per l'ampliamento e il rinnovo della rete ferroviaria iraniana.


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